Pino Daniele utilizza due DM 2000 collegate tramite fibre ottiche in tournée
A poca distanza dall’uscita del suo CD “Passi d'autore”, l’eclettico Pino Daniele è partito con il suo "Pino Daniele Ensemble Tour", facendo tappa in alcuni dei più prestigiosi teatri italiani per poi ripartire con la parte estiva, negli anfiteatri della penisola.
Accompagnato da un trio (piano, basso e batteria) ed un quartetto vocale, l’artista partenopeo propone una fusione musicale poliedrica che spazia dalle sonorità rinascimentali alla Bossanova, dal Latin Jazz al Blues, passando attraverso il Reggae ed una molteplicità di altre influenze, ma sempre con un suo sound inconfondibile.
Per assicurare una perfetta riproduzione delle atmosfere sonore più rarefatte e dei momenti ritmati ed elettrici creati dal cantautore ed il suo ensemble, Musical Box Rents ha utilizzato due console digitali Yamaha DM 2000.
Mentre il fonico di palco era già un veterano della tecnologia digitale, Massimo Bignotti, il fonico di sala, era alla sua prima esperienza.
“Questo è il mio primo lavoro in assoluto con una console digitale, e devo dire che, anche se ero un ‘analogico’ convinto, la DM 2000 ha un interfaccia veramente intuitiva e mi trovo bene. Inoltre, mi sembra che suoni veramente molto bene e riusciamo a tirare fuori il suono che vogliamo”.
Bignotti ha sfruttato ampiamente gli ADD-ON (plug-ins) del mixer, in particolare i compressori 276 e 260, sulle chitarre ed il contrabbasso.
“Vanno benissimo” aggiunge, “e, una volta impostati i tempi di attacco e di rilascio, sono praticamente inudibili e fanno un lavoro perfetto, quindi abbiamo un rack di outboard molto ridotto - forse si potrebbe anche eliminare!”
Sulla voce di Pino, Bignotti usava anche il nuovo Pacchetto Reverb, con i suoi programmi basati sull’algoritmo REV-X, particolarmente apprezzati nei brani molto suggestivi in cui canta a cappella con i coristi.
Conclude Bignotti: “Un altro aspetto molto utile di questo nuovo modus operandi digitale con la DM 2000 è il “User Assignable Layer”, che permette di raggruppare dei fader qualsiasi dei vari layer su un unico layer ‘personale’, in modo tale da avere sott'occhio precisamente quelli che servono. Abbiamo utilizzato molto anche lo Studio Manager - per le pre-programmazioni, facendo tutti i patch iniziali, e altri lavori che si possono fare senza avere la console davanti”.
Il fonico di palco Mauro Pagiaro è un vero veterano della DM 2000: ”La uso da due anni per spettacoli teatrali musicali - da sola, gestendo anche i monitor dalla postazione FOH, oppure abbinata ad un altro mixer. Quindi, è una macchina che conosco bene - ho fatto più di 200 repliche in teatro e non ho mai avuto problemi!”
Nel tour, l’impianto audio era interconnesso con una rete in fibre ottiche della Optocore, composta da un'unità LX4A 96k sul palco, dotata di 48 canali d'ingresso con gain commutabile e collegata tramite cavo ottico a due interfacce DD32 (una per ogni DM 2000) ognuna dotata di 32 porte principali, utilizzabili come 64 canali audio digitali.
I due fonici erano entusiasti, e Pagiaro spiega: “Non mi ero mai avvicinato a questa tecnologia perché, mentre nel settore delle luci, è sufficiente mandare un valore per muovere o cambiare qualcosa, nell'audio c'è la banda passante, la dinamica e diverse altre cose da portare dall'altra parte del cavo. Comunque, ero incuriosito, anche perché, lavorando con un banco digitale, trovo assurdo portare degli enormi multicore analogici.
Devo dire che la differenza si è sentita - il banco suona bene e c'è una differenza notevole, a mio parere dovuta al tipo di collegamento, perché la console lavora in condizioni ottimali - il segnale arriva dal palco al banco e se ne torna là su, senza più problemi di ronzio, perché la fibra è priva di interferenze”.
Per quanto riguarda invece la programmazione delle console, per questo concerto molto acustico, è stato deciso di creare dei “blocchi” di memorie della DM 2000 utilizzata in sala, per esempio quando Daniele suona la chitarra elettrica, ed eventuali piccoli cambiamenti necessari vengono fatti a mano. Per questo, una funzione particolarmente apprezzata da Bignotti durante le prove è stata quella del Global Paste, che rende i settaggi molto più rapidi.
Sul palco invece, dove le cose possono cambiare molto, anche da una sera all’altra, Pagiaro ha preferito fare le scene singolarmente: “Al debutto a Bologna, ne avevo già 32, ma per fine tournée, potrei arrivare ad una sessantina!
Abbiamo la Version 2 del software, e sto provando le diverse utilità - ne ho trovato già due o tre che sono fantastiche, come la “Aux Solo Link”. Ho usato molto anche Studio Manager – vado in albergo, faccio le mie modifiche sul laptop, le salvo e il giorno dopo le carico sulla macchina… è di una comodità impagabile!”.
Dopo una breve sosta, la carovana di Daniele è ripartita per una lunga serie di concerti estivi in alcuni dei siti più suggestivi d’Italia: da Villa Erba a Cernobbio ai teatri greci di Taormina e Messina, passando per la Cava della Rocca di Monselice, lo Sferisterio di Macerata e Villa Aldobrandini a Frascati.
In questi, e molti altri luoghi incantevoli ed unici, l’équipe audio ha anche potuto sfruttare direttamente “on the road” le molteplici funzioni e la flessibilità di una nuova console: Yamaha PM5D.
Caratterizzata dal design “one-box”, questa nuova console di mixaggo digitale unisce le caratteristiche avanzate e il design del DM2000 alla funzionalità del PM1D. È inoltre dotata di 64 canali di ingresso (48 ingressi mono + 4 ingressi Stereo analogici, 4 ritorni stereo interni). Le conversioni A/D e D/A avvengono tutte tramite convertitori 24 bit/96kHz e le uscite comprendono 24 mix, 2 stereo (A e B o L-C-R). Presenti inoltre 8 matrix, 8 gruppi Mute e 8 DCA.