La console digitale PM5D in tour con i Ten Tenors


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I formidabili successi dei concerti di quest'anno lo hanno dimostrato: i Ten Tenors sanno come incantare il pubblico con il loro fascino australiano e le loro splendide voci.

I dieci tenori australiani, che hanno un'età compresa tra i 19 e i 32 anni, entusiasmano in tutto il mondo la loro sempre più folta comunità di fan grazie ad un programma fresco e ricco di variazioni che unisce tutti i generi musicali, dall'opera al musical, dal rock 'n' roll al pop.

"Opera without the boring bits" (l'opera senza le parti noiose) – questa è solo una parte della ricetta del successo dei Ten Tenors, un giusto mix delle migliori arie d'opera! A ciò si aggiungono classici come Fly Me To The Moon di Frank Sinatra, Good Vibrations dei Beach Boys, ed una magistrale interpretazione di Bohemian Rhapsody dei Queen che, insieme alle canzoni composte dai componenti del gruppo, regalano uno spettacolo appassionante, unico e inimitabile.

Grazie alla molteplicità e all'interpretazione moderna dei loro brani, i Ten Tenors sono riusciti a conquistare i cuori dei giovani e ad oltrepassare i confini culturali.

Come l'anno passato, la tecnica del suono è nella mani della Sound Linear di Padernborn.

Dall'inizio dell'ultimo anno il PA principale consiste di 8 sistemi Nexo GeoS fullrange e di 6 bassi CD12 portati come sub grazie ad un'uscita. Inoltre i sistemi Nexo PS8 si inseriscono nella zona circostante. Nel caso di grandi sale l'impianto può essere fissato in alto o aggiunto all'impianto della sala, a seconda delle possibilità.
A partire da quest'anno l'impianto monitor consiste di un sistema In-Ear Sennheiser, che, insieme al monitor da 19“ (Crest), è montato già cablato in un rack da 19 pollici, dei ricevitori Sennheiser e dello stagebox.

A partire dalla metà di giugno di quest'anno il PM5D è disponibile per essere utilizzato.

A questo proposito ha commentato così Peter "Stoy" Stoynich, ingegnere del suono canadese:

“Ci sono due motivi per i quali ho scelto una console digitale per i Ten Tenors. Primo, perché tutte le mie orchestrazioni derivano da un sequencer a sei canali. I Ten Tenors hanno un repertorio piuttosto vasto, dal rock all'opera. Ciò significa che per un brano potrei aver bisogno di un violino su un canale mentre per quello successivo lo stesso canale serve per una grancassa. Il PM5D mi consente di tener traccia di tutte queste linee. Il secondo motivo, tra l'altro il più importante, è rappresentato dagli arrangiamenti vocali. In ogni brano un tenore può cantare la parte principale nel primo verso, gli accordi alti nel coro e quelli bassi per il resto dei versi. Programmando il DCA riesco a garantire che ognuno dei dieci tenori sia sulla corretta posizione del mix.
Mi piace il PM5D perché è semplice da usare. L'automazione da scena a scena avviene senza problemi e la programmazione è piuttosto semplice. Per me il valore aggiunto sta nelle dimensioni. I Ten Tenors cantano per lo più in teatri e quindi gli organizzatori sono contenti del poco spazio di cui ho bisogno”.

Anche il tecnico del suono Sebastian Röber apprezza le possibilità offerte dal PM5D perché consente un sistema di gestione degli altoparlanti e rende superfluo una console parallela con equalizzatore, controller e delay digitali. Viene utilizzato un solo rack per il lettore/registratore. Il suo commento: "Avere una unità CD sul banco sarebbe il massimo“.

I Ten Tenors tengono circa 100 concerti all'anno, sopratutto in Europa.

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