Brian May e Roger Taylor, gli ultimi due membri originali dei Queen, sono rimasti piacevolmente sorpresi di scoprire che, anche dopo molti anni dal loro ultimo tour, Clair Brothers Audio continua a essere la più grande azienda di noleggio di apparecchiature Pro-Audio al mondo, anche se alcune cose sono cambiate.
La band suonerà in varie arene in tutta Europa, per poi esibirsi in concerto in alcuni stadi quest'estate e concludere il tour con alcune date negli Stati Uniti, in autunno "ma abbiamo iniziato a provare nello studio a casa di Roger, dove lo spazio non era molto", afferma il tecnico monitor Steve May.
Steve, persona affabile e dalla figura "imponente", non è un tipo di molte parole, ma sa scegliere le frasi giuste per comunicare quel che pensa. "La band ha proposto di utilizzare una Yamaha PM1D, ma all'epoca i preamplificatori della console non erano stati aggiornati, e poi è grande quasi quanto una XL4. Quindi, la scelta più naturale era la PM5D".
Dopo aver fatto affidamento per tanto tempo alla console analogica Midas, com'è stato lavorare con questo gioiellino Yamaha? "La resa audio complessiva è eccezionale e anche la band la pensa allo stesso modo; ci sono molti musicisti sul palco, tra cui Paul Rogers come cantante solista. In più, c'è un palco di 12 metri che si estende verso al pubblico, quindi bisogna assicurare varie soluzioni di missaggio. Io uso tutte e 24 le uscite e tre delle otto mandate a matrice. La prima cosa che mi ha colpito della console è la possibilità di avere una resa molto simile alle classiche console analogiche".
Steve vuole dare un consiglio ai tecnici del suono.

"In fin dei conti, sei tu a determinare il risultato finale: devi conoscere la console in ogni suo aspetto, oppure sarai sempre limitato in quello che vuoi fare". Alla domanda se gli sia capitata una situazione del genere, Steve risponde: "No, ma il segreto è iniziare facendo cose semplici, per poi passare alla creazione di pattern richiamabili".
Detto questo, l'impianto che Steve deve gestire è tutt'altro che semplice. Le uscite citate in precedenza alimentano due set di sistemi In Ear e vari wedge e fill; inoltre, Steve utilizza un processore digitale esterno per il controllo delle dinamiche (XTA DP324 SiDD). "Avevo bisogno di dare più potenza all'output. Detto questo, l'equalizzatore della console è ottimo, come anche i gate e i compressori. Infatti, non uso quasi per niente l'equalizzatore interno dato che la console non va a modificare in maniera sostanziale il segnale". Questo la dice lunga sulla qualità del suono dei musicisti sul palco.
"L'unica cosa che mi serviva davvero era una EQ grafica più avanzata, per questo ho scelto di usare il processore di missaggio DME64 Yamaha". Questa aggiunta è stata molto facile, afferma Steve. "L'interfaccia utente è un po' complicata. Mi piacerebbe che fosse un po' più facile da usare e so che Yamaha riesce a trovare ottime soluzioni in questo senso. Ne ho già parlato con gli addetti Yamaha e, in base alla mia esperienza, so che ascoltano questi suggerimenti. È una delle cose che mi piace di più di Yamaha: prendono sempre in considerazione le opinioni degli utenti".
Il passaggio dall'analogico al digitale ha interessato solo marginalmente il sound della band, mentre la presenza sul palco di Paul Rogers ha ovviamente avuto un impatto più significativo. Tuttavia, la PM5D ha permesso a Steve di fornire una gamma di missaggi molto ampia, non solo per i diversi luoghi in cui viene approntato il palco, ma anche per adeguare le variazioni dinamiche, spesso molto nette, delle varie canzoni in repertorio. E questo non è sfuggito all'attenzione dei membri dei Queen. Ecco perché Steve ha già prenotato la console per tutto il tour mondiale.