Un PM1D e un PM5D a Piazza del Quirinale per il concerto di fine anno
Dopo il consueto saluto di fine anno del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la splendida Piazza del Quirinale ha ospitato l'ormai tradizionale concerto "Arie di festa". Protagonista del concerto la Grande Orchestra Filarmonica Marchigiana, accompagnata dal Coro V. Bellini di Ancona, sotto la direzione del maestro Donato Renzetti
Fabio Perone, titolare della Esosound di Fiano Romano, il service responsabile per la diffusione audio e monitoraggio al concerto, ha spiegato: ”Abbiamo acquistato quasi due anni fa le due console Yamaha impiegate per questo importante evento, una PM1D ed una PM5D - rispettivamente in sala e sul palco - e sono state scelte innanzi tutto per la loro affidabilità”.
La Esosound è impegnata spesso nel settore del broadcast televisivo (attualmente sta lavorando sulle trasmissioni condotte da Paolo Bonolis e Vincenzo Salemme) ed ha una discreta scorta di prodotti Yamaha, come ha aggiunto Perone: “Abbiamo anche parecchi O2R96, O2R normali e una DM2000. La Yamaha è riconosciuta per il suo standard qualitativo e, oltre ad essere molto intuitive, i suoi banchi digitali sono molto diffusi, quindi anche i più restii all’uso della tecnologia digitale si sono abituati ad utilizzarli”.
Perone è un fonico di lunga corsa, quindi le apparecchiature acquistate dalla Esosound sono sottoposte a severe prove prima di confermare la scelta: “Mi tengo costantemente aggiornato sugli ultimi progressi del pro audio – dai diffusori ai mixer, confrontandomi con i miei tecnici. Al Quirinale, la PM1D aveva una configurazione “full” – 96 in 32 out – l’unità DSP1D-ex era sotto il palco e le due DIO8 erano interfacciate con un’unità MADI Bridge della RME a 64 canali. Le DIO8 inviavano i segnali di tutti i microfoni alla console di ripresa dalla RAI, e mandavano anche dei premix alla console di palco - con un microfonaggio da orchestra sinfonica, era inutile splittare tutti i segnali anche sul palco”.

C’era anche una considerevole quantità di uscite, perché, oltre ai premix inviati alla console di palco, l’impianto di diffusione era piuttosto complesso - aveva un PA frontale, due delay, dei front fill e dei cluster esterni per sonorizzare i lati della piazza. Infatti, oltre alle autorità ed il pubblico seduto nella piazza, all’esterno delle transenne, c’era una grande folla di gente affluita per vedere e sentire l’evento con la partecipazione del presidente della Repubblica.
Alessandro Bertoni della GMep-Molpass ha collaborato con Esosound per l’evento a livello di consulenza e progettazione dell’impianto di diffusione, e per l’occasione ha portato un sistema di controllo remoto Teqsas Reco TX, che consiste in un server installato in regia, con i programmi di gestione del PM1D, P5D, DM2000 e il sistema di controllo digitale dell’impianto di diffusione. Una volta montate le due antenne del sistema, Bertoni ha potuto spostarsi nella piazza con il touch screen del sistema, che permette di fare tutte le operazioni di taratura del sistema audio e ritoccare il mixaggio direttamente dalla platea.
Il fonico di sala al Quirinale era Maurizio Capitani, un sound engineer freelance che comunque fa spesso parte dell’équipe di Esosound. Anche se aveva già lavorato con il PM1D in passato, era il primo evento in cui l’ha potuto sfruttare in modo approfondito, come ha spiegato: “L’avevo usato in studi televisivi - sempre con orchestre, ma di dimensioni più ridotte. Al Quirinale, oltre che l’elevato numero di canali - siamo arrivati a 94 - abbiamo sfruttato molto la sua potenza di DSP, con gli effetti interni - praticamente eliminando gli outboard”.
Confessando un affetto personale per i banchi digitali Yamaha, Capitani ha aggiunto “Li seguo dal primo, e li ho usati tutti. Sul PM1D mi trovo benissimo. Al primo impatto, l’ho trovato intuitivo, ma ho voluto studiare ogni dettaglio ed effettivamente offre una grandissima elasticità. Questo è probabilmente l’aspetto che mi piace di più in assoluto – ancora più delle singole funzioni, come i processori dinamici e degli effetti interni”.

Sul palco, c’erano ottanta elementi di coro e una sessantina di maestri d’orchestra. Per gli archi era previsto un doppio microfonaggio – oltre a quelli sui leggii, erano applicati direttamente sugli archi. Essendo un evento televisivo, Capitani ha dovuto gestire anche i ritorni dei segnali della RAI – presentatore, RVM e contributi inviati dall’OB van, tutti inseriti nella diffusione della piazza.
Emanuele Luongo, un altro fonico freelance che collabora spesso con Esosound, era alla sua prima esperienza al timone di un PM5D. “Era la mia pria volta ma, conoscendo bene il sistema PM1D, mi sono trovato bene. La configurazione era piuttosto semplice, con dodici ausiliari in post, 32 ingressi, le dinamiche e le equalizzazioni dei canali, i grafici 'insertati' virtualmente sulle uscite e due o tre effetti”.
Il sistema di monitoraggio consisteva in 29 monitor: due wedge per ogni sezione dell’orchestra, uno per il percussionista, sei per il coro, ed altri posti in zone strategiche ma ‘invisibili’ alle telecamere ed al pubblico. Altri due monitor con un mix stereo per il direttore e tre frontali per i tre cantanti solisti (due soprano e un tenore) completavano il set-up.
Luongo ha aggiunto: “Il mio compito era di compensare per la mancanza del ritorno che le mura darebbero in una sala di concerti, e fare sentire le voci in particolare – ma anche la parte bassa degli archi – su tutto il palcoscenico. Quindi, ho mixato a livelli bassi - permettendo anche agli artisti ed al direttore di sentire bene i vari collegamenti televisivi. Tutto sommato, un lavoro più semplice del solito, ma allo stesso tempo delicato - avevamo sempre una novantina di microfoni aperti!”
Apprezzando la prima esperienza sul PM5D, Luongo ha aggiunto “Ho avuto l’opportunità di salvare diverse impostazioni delle dinamiche dei solisti che si alternavano, come l’arpa e, essendo la console talmente semplice da usare, è stato un lavoro molto rapido”.
Esprimendo grande soddisfazione per il risultato del evento, a proposito delle console digitali Yamaha, Perone ha concluso: “Le usiamo sempre più in televisione per la possibilità di interfacciarsi con le console digitali degli OB van dei broadcaster, viaggiando con un cavo BNC o in fibre ottiche, riusciamo a trasportare 64 canali su ogni cavo. Ormai lo scambio avviene sempre più frequentemente in questa maniera ed è all’ordine del giorno nei capitolati televisivi. .