Ballando sul mondo con la Yamaha PM5D


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A scene from Riverdance
Una scena di Riverdance. Composto da Bill Whelan, prodotto da Moya Doherty, diretto da John McColgan. Foto di Jack Hartin, copyright Abhann Productions 2007

Quattordici anni dopo la prima presentazione al pubblico della danza irlandese di Riverdance, ancora oggi, almeno due compagnie sono in tournée in ogni momento dell'anno con una produzione completa dello spettacolo. Quest'anno i tour hanno attraversato finora Stati Uniti, Canada, Europa, Giappone, Cina e Taiwan, mentre è in pieno svolgimento una tournée in Irlanda, paese di origine della produzione. L'elemento centrale di tutti gli spettacoli è costituito dalle console audio Yamaha PM5D.

Durante l'intervallo dell'Eurofestival del 1994 il pubblico ebbe modo di assistere al debutto di Riverdance con un intero brano della produzione teatrale, Riverdance the Show, la cui prima andò in scena a Dublino nel febbraio dell'anno seguente.

Da allora, il desiderio del pubblico di assistere a questo spettacolo non ha mai mostrato segni di calo. Nonostante sia stata rappresentata in tutto il mondo, dando vita a un intero genere di spettacoli di danza e con valori di produzione di gran lunga più simili al rock'n'roll che a qualsiasi altro genere di danza precedente, Riverdance continua a divertire il pubblico di molti paesi.

Il sound design di tutte le produzioni di Riverdance è curato da Mick O'Gorman e da MOSCO, la sua azienda, e utilizza le console Yamaha PM5D come componente fondamentale.

Sebbene l'attenzione del pubblico sia rivolta principalmente al cast composto da 32 danzatori irlandesi, sei dei quali sono primi ballerini, ogni produzione di Riverdance include anche una band dal vivo formata da cinque elementi: due cantanti solisti, due ballerini di tip tap afro-americani e un solista di flamenco spagnolo oltre ai membri della compagnia che cantano e suonano il bodhran.

Con una tale varietà di ingressi audio, il missaggio dello spettacolo è piuttosto complesso e richiede due console Yamaha PM5D-RH per gestire i missaggi FOH, ciascuna con ingressi aggiuntivi per fornire fino a 72 canali. Un sistema line-array della serie d&b Q fornisce l'audio FOH, configurato come LCR con fill con allineamento del tempo e delay. Il monitoraggio per i danzatori viene fornito tramite fill laterali e altoparlanti sospesi alle travi per l'illuminazione, mentre i musicisti dal vivo utilizzano monitor auricolari.

"Nel corso degli spettacoli si utilizzano molti effetti audio e voci fuori campo, per i quali si fa ricorso al codice temporale", afferma Mick O'Gorman. "Utilizziamo il codice temporale della riproduzione degli effetti temporali per gestire le modifiche del missaggio e degli effetti nelle console PM5D".

"Da sempre Riverdance è all'avanguardia nell'automazione delle console, nelle aree di esclusione dell'audio, nell'instradamento e nell'avvio dei livelli", continua. "Le console digitali Yamaha ci accompagnano dalla metà degli anni 90. Abbiamo iniziato con la ProMix01, per passare poi alla 01V e quindi alla 01V96".

"Per altre produzioni teatrali ci serviamo di una LS9-32, mentre come console analogiche abbiamo sempre usato le unità multieffetto Yamaha. Quella con Yamaha è una collaborazione di lunga data e l'attrezzatura ci assicura esattamente ciò di cui abbiamo bisogno".

Per Riverdance, Mick e il suo team programmano ogni singolo numero di danza principale come scena principale sulle console PM5D, passando attraverso una serie di scene secondarie in base alle variazioni della musica e della danza durante il numero.

A scene from Riverdance
Una scena di Riverdance. Composto da Bill Whelan, prodotto da Moya Doherty, diretto da John McColgan. Foto di Jack Hartin, copyright Abhann Productions 2007

"Con l'automazione tramite codice temporale possiamo andare oltre e garantire piccoli ritocchi al posto giusto e al momento giusto. Allo stesso modo, siamo in grado di modificare i riverberi e altri effetti per scene principali e secondarie", afferma.

Uno dei principali vantaggi della PM5D, secondo Mick, è il risparmio di spazio consentito dalle console, non solo grazie alla superficie di controllo stessa, ma soprattutto per la possibilità di eliminare i rack esterni.

"Utilizziamo tutti gli effetti e le dinamiche incorporati", afferma Mick. "Grazie al recente acquisto di una PM5D-RH V2, stiamo anche valutando la possibilità dei nuovi pacchetti Channel Strip, Master Strip e dei plug-in di effetti di riverbero aggiuntivi".

La qualità degli effetti è molto importante, in quanto il suono delle scarpe dei danzatori rappresenta una delle componenti principali di Riverdance. È per questo che Mick utilizza al meglio gli effetti e il pan della PM5D in modo da garantire un suono che sia il più naturale possibile.

"Dal momento che il suono delle scarpe viene amplificato, il trucco sta nel fare in modo che sembri provenire dal palcoscenico, non dagli altoparlanti", spiega. "Per riuscirci, ricorriamo a diverse tecniche di ritardo del segnale, con la giusta ripartizione del suono agli altoparlanti collocati a sinistra, al centro, a destra, sotto e sopra il palcoscenico".

"Per evitare eccessi, montiamo per gli strumenti i microfoni migliori, posizionandoli nel modo più appropriato e anche la coreografia della produzione è molto pragmatica. I passaggi di danza più rumorosi, ad esempio, sono accompagnati da musica ad alto volume, in modo da ovviare a eventuali problemi di eccesso".

Tale filosofia basata sulla praticità è alla base del metodo utilizzato da Mick per garantire al pubblico il massimo in termini di qualità audio. E le console Yamaha contribuiscono in modo determinante al raggiungimento di questo risultato.

"La nostra prima preoccupazione è offrire un'elevata qualità audio a ogni posto a sedere", afferma. "In un teatro stracolmo non è possibile monitorare l'audio di tutti i posti a sedere. È per questo che forniamo sistemi audio complessi e utilizziamo tutta la tecnologia disponibile per garantire lo stesso suono ovunque".

"Di solito la risposta del pubblico è positiva anche se a volte lo staff addetto all'audio riceve i complimenti per le luci! Siamo molto interessati ai commenti del pubblico e le console Yamaha ci consentono di ottenere sempre risposte positive".

E continua: "Come professionisti dell'audio, siamo sempre rimasti colpiti dal suono e dalla semplicità di accesso per l'utente che caratterizzano tutti i prodotti Yamaha. Stiamo cercando di migliorare ulteriormente le cose con i plug-in di effetti aggiuntivi ed entro l'inizio del prossimo anno il monitoraggio di tutte le produzioni di Riverdance sarà trasferito su una console Yamaha PM5D-RH separata, posizionata al lato del palcoscenico".

"Grazie a questo cambiamento sarà possibile ridurre notevolmente lo spazio occupato e offrire automazione e conformità maggiori tra i diversi spettacoli".