Yamaha al Grand Palais di Lille


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Foto: Christian Ducourant (Direttore tecnico del Grand Palais, a destra sulla foto) ed Éric Woittequand (Direttore di CSE Live, a sinistra nella foto) alla PM5D.

Lille è cambiata molto negli ultimi dieci anni. Oltre al quartiere degli affari di Euralille, costruito attorno alla nuova stazione ferroviaria del TGV, ricordiamo un nuovo centro congressi, il Lille Grand Palais, situato all'altro lato della tangenziale, dalle dimensioni decisamente enormi. Le tre sale principali sono dotate di console di missaggio digitali Yamaha: PM5D, 02R96, 01V96.

Sin dagli anni '80, la città di Lille attira il mondo degli affari sottolineando la propria posizione geografica, nel cuore dell'Europa, al centro del triangolo Londra/Bruxelles/Parigi. Il quartiere Euralille ne è un esempio, il Grand Palais un altro. Costruito nei primi anni '90 sull'area della vecchia Fiera Commerciale, l’immenso edificio ospita, oltre a uno spazio espositivo modulabile di 17.000 m2 e numerose sale riunioni annesse, tre sale per conferenze internazionali, dotate di apparecchiature per la traduzione simultanea: la sala Vauban (1500 persone), la sala Pasteur (500) e la sala Eurotop (300). Lo Zénith di Lille, grande sala spettacoli (fino a 7000 posti), rappresenta l'estensione naturale del Grand Palais.

Christian Ducourant, Direttore tecnico del luogo, è un grande estimatore delle novità. Decide infatti di dotare la grande sala Vauban del primo sistema L-Acoustic V-DOSC utilizzato in impianto fisso in Francia, sin dal 1994, configurato dallo stesso Christian Heil, nonché di uno dei primi sistemi di traduzione digitale, un Philips DCN. Acquista inoltre una delle prime console digitali Yamaha 02R, alla quale aggiunge la 01V.

Non dobbiamo sottovalutare la difficoltà del lavoro dell'ingegnere del suono in questo tipo di applicazione. Il pubblico in sala è esigente, non è lì per distrarsi ma per lavorare, e non sempre gli oratori prendono la parola. "Talvolta è più difficile sonorizzare due microfoni da tavolo, con un presidente d’azienda o un uomo politico che non è abituato e che parla lentamente, lontano dal microfono e muovendosi. Garantire l’intelligibilità fino all'ultima fila non è facile", spiega Christian Ducourant. "In un concerto, il cantante è abituato, e lo sono anche i musicisti. Il materiale sonoro di base si gestisce più facilmente".

La grande sala Vauban, che possiede un palcoscenico di 33 m di ampiezza e 14 metri di profondità, ospita per prima una console Midas XL3 a 32 canali e 16 uscite, perfettamente adattata al luogo, anche se, nel corso degli anni, con conferenze che prevedono interventi sempre più sofisticati, è spesso necessario aggiungere una console di premissaggio.

Nel giro di dieci anni, la XL3 è stata ritirata e destinata ormai a un utilizzo occasionale. Dal 2003, Christian Ducourant si mette alla ricerca di una console in grado di sostituirla. In questa fase, ha già fatto aggiornare la 02R e la 01V alle versioni "96". Gli viene quindi spontaneo pensare a Yamaha per un modello più grande. "Si presentava il grosso dilemma analogico/digitale. Personalmente non sono un vero e proprio tecnico del suono, ho ascoltato quelli che lavorano qui (essenzialmente lavoratori saltuari) e c'era un grande dibattito tra i sostenitori delle console digitali (in genere i più giovani) e quelli delle console analogiche (spesso più anziani). Il mio tecnico di casa era piuttosto favorevole al digitale, gli esterni 50-50. Questa indecisione è durata un anno e mezzo. Riprendere un modello analogico garantiva che qualsiasi ingegnere del suono vi si adattasse immediatamente. Non si correva alcun rischio. D’altro canto, visto che desideravo più ingressi, le console, più grandi, mi ponevano problemi relativamente all'installazione. La PM5D è stata scoperta nel corso di questa fase di riflessione. Studiando la relativa documentazione, mi sono accorto che malgrado i suoi 48 canali, le dimensioni, simili alla XL3, ne permettevano l'installazione senza modifiche. Quando Yamaha ha fatto delle dimostrazioni a Parigi, sono andato ad assistere. Il software non era ancora del tutto messo a punto, ma mi è parsa di facile accesso, anch'io mi trovavo bene. L’ergonomia è intuitiva e adattata, si può collegare un microfono e funziona direttamente, senza passare attraverso un menu".

"Dopo aver optato per la PM5D, si trattava di decidere quale modello scegliere", continua Christian Ducourant. "La PM5RH aveva migliori preamplificatori, gli ingegneri del suono insistevano perché acquistassi questo modello, ma i preamplificatori della versione di base, derivati dalla DM2000, si adattano perfettamente a un utilizzo in conferenza. Abbiamo comunque acquistato tre preamplificatori AD-8HR, uno nel rack dietro la console (posizionato nel centro della sala) e due in un rack mobile, vale a dire 24 preamplificatori pilotabili di qualità. E ho previsto dei tasselli nel caso in cui i tecnici esterni portino preamplificatori o periferiche proprie. Ma il più delle volte, vengono utilizzati quelli della console".

"Oltre alla vendita in sé, abbiamo conformato il cablaggio di conseguenza, da 32 a 48 segnali, per godere di nuove opportunità rispetto all’impianto iniziale, con nuovi collegamenti AES e analogici", spiega Éric Woittequand, Direttore di CSE Live. "L’ergonomia della console ha risolto l'interrogativo di partenza, ossia quello di chiedersi se esistevano, nella regione Nord, abbastanza tecnici già formati in grado di utilizzare la console. Da quel momento, sono i fornitori del servizio stessi che si attrezzano: oltre a una PM5D, possediamo delle M7CL, una PM5D è stata venduta alla Comunità di Comuni del Boulonnais, in poche parole Christian non è solo. La PM5D viene regolamente prescritta sulle schede tecniche e si utilizza in modo molto più intuitivo rispetto, ad esempio, a una DM2000 o una 02R, modelli non destinati alla sonorizzazione".

La PM5D è stata utilizzata per la prima volta per la serata in occasione del decennale del Grand Palais, nel marzo 2005. "Da quel momento, non abbiamo più avuto problemi, anche nel caso di settimane piene di eventi concatenati, weekend compresi", spiega Christian Ducourant. "Gli ingegneri del suono si sono abituati molto rapidamente; conservano le loro configurazioni nella memoria della console. Attualmente prevediamo altre evoluzioni, ad esempio la divisione della sala Vauban in due parti, per ottenere due sale distinte, della capienza pari a 750 posti". Scommettiamo che, anche in questo caso, sarà nuovamente una console Yamaha a garantirne la sonorizzazione.

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