Il futuro è qui: suono hi-tech al teatro dell'opera di Wroclaw


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È finito il tempo dei normali impianti audio conosciuti. Un ingegnere acustico proveniente dal prestigioso Politecnico di Wroclaw (Breslavia) e un tecnico del suono operante nella rinomata azienda M.Ostrowski stanno innovando il settore con l'installazione di un nuovo sistema di amplificazione nel teatro dell'opera di Wroclaw, un sistema che presenta con gli impianti convenzionali le stesse similitudini che avvicinano la Starship Enterprise alle prime macchine volanti.

Storia di un grande teatro dell'opera

Alcune notizie storiche. L'"Opera Wroclawska", uno dei più noti, grandi e prestigiosi teatri dell'opera polacchi, è stato progettato dal famoso architetto Carl Ferdinand Langhans e costruito tra il 1831 e il 1841. Tuttavia, questo edificio neoclassico ebbe inizialmente un destino avverso. Venne completamente raso al suolo da un devastante incendio nel 1865, dopo soli 24 anni dal completamento delle opere di costruzione. Venne ricostruito in base al progetto originale nel 1867, ma le celebrazioni ebbero vita breve. L'edificio venne, infatti, distrutto da un altro incendio nel 1871. Ancora una volta fu necessario attendere più di un anno prima di potervi nuovamente allestire una rappresentazione.

Fig. 2. L'emiciclo del teatro dell'opera di Wroclaw: la cabina di regia si trova al centro della galleria
Fig. 2. L'emiciclo del teatro dell'opera di Wroclaw: la cabina di regia si trova al centro della galleria

Fortunatamente, il teatro venne risparmiato dalle fiamme durante le due guerre mondiali, la dominazione nazista e il periodo comunista. Alla fine, tuttavia, i segni lasciati dai saccheggi e dal tempo hanno condotto, nel 1997, alla decisione di riprogettare completamente e riportare all'antico splendore questa icona della splendida via Swidnicka, cuore commerciale della metropoli (600.000 abitanti) della Bassa Slesia.

Scienza e tecnologia: il contributo dei migliori specialisti del paese

Il teatro dell'opera ha dovuto rimanere vuoto per otto lunghi anni, una sfida enorme per la direttrice Ewa Michnik, mentre i migliori esperti del paese smantellavano completamente la struttura. Due di questi esperti altamente qualificati sono il dottor Piotr Kozlowski, ingegnere acustico e progettista di sistemi del Politecnico di Wroclaw, e Wojciech Grzadziel, suo ex studente, ora tecnico del suono e responsabile del team audio presso M.Ostrowski, l'azienda che è riuscita ad aggiudicarsi il contratto per l'installazione dell'impianto audio del teatro grazie alle sue soluzione innovative.

Il compito era certamente arduo: un grande sistema audio 5.1 digitale della migliore qualità per l'intero percorso del segnale con un suono estremamente naturale, che garantisse un audio ottimale senza tuttavia risultare visibile al pubblico. Doveva quindi essere discreto, se possibile con i subwoofer diretti verso il pubblico, in modo che né i musicisti presenti nella buca dell'orchestra né gli artisti sul palco fossero disturbati dalle frequenze più profonde e piene di energia. Naturalmente, doveva anche essere in grado di fornire nella forma più chiara e pura tutti i segnali dagli ingressi dei microfoni a radio e televisione. Per l'impianto audio, l'investitore, ovvero il Governo della Bassa Slesia, ha stanziato 1 milione di euro.

La tecnologia in dettaglio

Il dottor Piotr Kozlowski era consapevole di dover raggiungere un risultato quasi impossibile dal punto di vista tecnico, ma in qualità di scienziato disponeva di risorse adeguate per affrontare il problema. Sapeva, ad esempio, che l'intero percorso del segnale poteva essere formato solo da dispositivi della migliore qualità, proprio come la solidità di una catena è data dalla resistenza del suo anello più debole. Per questo motivo, il responsabile della rinomata azienda di soluzioni acustiche Pracownia Akustyczna ha deciso di installare 12 straordinari convertitori AD/preamplificatori per microfono Yamaha AD8HR, controllabili in modalità remota dalla sala di regia. I dispositivi effettuano la distribuzione digitale dei segnali, in modo da fornire alle console FOH e di monitoraggio due pacchetti identici, ognuno con 96 canali microfono. Tutti i canali sono stati distribuiti nel dominio analogico immediatamente prima di raggiungere i preamplificatori (questo si verifica prima della conversione DA all'interno degli AD8HR), al fine di alimentare eventuali furgoni di regia mobile che potrebbero rendersi necessari.

La sala di regia della galleria è dotata di due console di missaggio Yamaha DM2000 collegate a cascata e adibite al missaggio per il pubblico. Queste ricevono i canali dei microfoni e vari lettori di supporti multimediali. Una terza DM2000 è disponibile sul palco come console di monitoraggio per le produzioni più imponenti. Per gli eventi meno complessi, il monitoraggio del palco viene eseguito dalle console FOH presenti nella cabina di regia. I monitor nella cabina di regia sono formati da un circuito ITU-5.1 con cinque monitor da studio Yamaha MSP10 e un subwoofer Yamaha SW10.

Fig. 3. Controllo totale: le due console Yamaha DM2000 collegate a cascata nella cabina di regia
Fig. 3. Controllo totale: le due console Yamaha DM2000 collegate a cascata nella cabina di regia

Puro lusso: due Yamaha DME64N per FOH e monitoraggio

Il cuore del sistema è costituito da due Yamaha DME64N con configurazione completa, dedicati al routing e all'elaborazione dei segnali degli altoparlanti, uno per il FOH e uno per i monitor. I dispositivi sono posizionati sulla parte opposta rispetto alla cabina di regia, a circa 40 metri inclinati sulla quarta balconata. Come le console Yamaha, negli slot dei motori DSP sono installate schede MY16-AE, che forniscono un'interfaccia completamente digitale con l'esterno in formato AES/EBU. Per quanto riguarda le uscite, il FOH-DME è inoltre dotato di due schede MY16-C-CobraNet, che consentono agli altoparlanti FOH compatibili con CobraNet, prodotti dall'azienda statunitense Renkus-Heinz, di essere non controllati, ma alimentati con audio digitale (4 LFE, 3 centrali e 8 L/R). Il rack include inoltre cinque convertitori Yamaha DA824, che trasmettono i segnali disponibili in formato AES/EBU per i monitor del palco, gli altoparlanti con audio surround e altri sistemi ("Voice of God" sul soffitto, nel foyer e così via) e in formato analogico al QSC (sei 3402) e agli amplificatori Yamaha (inclusi tre XM6150, un P7000, due XM4220).

Fig. 4. Per il monitoraggio del palco è stato predisposto un Yamaha DME64N dedicato.
Fig. 4. Per il monitoraggio del palco è stato predisposto un Yamaha DME64N dedicato.
In alto: due Optocore DD32

Il collegamento in rete è fondamentale, anche all'interno di un emiciclo…

Come possono i segnali attraversare le lunghe distanze del teatro dell'opera e giungere quindi a destinazione? La risposta a questa domanda è una rete Optocore ultramoderna, che collega tra loro le tre aree principali: palcoscenico, cabina di regia e sala rack. I segnali AES/EBU provenienti dagli AD8HR sono ricevuti dalle interfacce Optocore (quattro DD32/una DD32E) nel rack per il palcoscenico e trasmesse tramite due cavi in fibra ottica (uno per il routing del segnale ridondante - ridondanza ≈ backup). Anche i punti di destinazione (sala rack e cabina di regia) devono disporre di interfacce Optocore. I segnali provenienti dalla rete circolare Optocore (sempre in formato AES/EBU) possono essere estratti dalle interfacce per l'elaborazione prima di essere nuovamente trasmessi attraverso la rete o restituiti. Questo anello di fibre ottiche, una forma che lascia margine anche per l'applicazione più complessa, consente di trasmettere fino a 512 canali digitali.

L'impianto descritto da Piotr Kozlowski e Wojciech Grzadziel

"Poiché i requisiti dell'impianto richiesti dall'investitore erano estremamente complessi, abbiamo dovuto elaborare diverse proposte", ha spiegato Piotr Kozlowski della Pracownia Akustyczna. Tuttavia, né l'esperto in acustica e progettista dei sistemi, né il suo partner dell'azienda M.Ostrowski, Wojciech Grzadziel, si sono lasciati scoraggiare dalle difficoltà. "La possibilità di utilizzare le migliori apparecchiature disponibili sul mercato ci ha considerevolmente aiutato a raggiungere gli obiettivi prefissati. I preamplificatori e le console Yamaha, i DME64N e i sistemi di altoparlanti Renkus-Heinz sono, senza ombra di dubbio, straordinari e in grado di offrire un suono estremamente nitido e naturale. Forniscono, inoltre, numerose e flessibili opzioni di collegamento, che semplificano la creazione di un sistema completamente digitalizzato, perfetto per le nostre esigenze", dichiara Kozlowski.

"In questo teatro ritorni di terra e costosi interventi di manutenzione dei sistemi appartengono ormai al passato", aggiunge Wojciech Grzadziel di M.Ostrowski. Tuttavia, la sincronizzazione del segnale wordclock ha rappresentato una vera e propria sfida: "In fin dei conti, qui utilizziamo innumerevoli formati digitali diversi e tutti devono essere sincronizzati in base allo stesso segnale wordclock. In effetti, nel percorso del segnale sono stati inizialmente rilevati click digitali, ma siamo riusciti a eliminarli modificando le impostazioni delle interfacce Optocore. La difficoltà consiste principalmente nell'individuare la causa del problema".

Come è possibile rendere invisibile un sistema di amplificazione di tali dimensioni?

Un'altra grande sfida da superare è stata quella di rendere praticamente invisibile l'intero sistema. "Abbiamo dovuto montare una tenda di fronte agli altoparlanti LCR e ho dedicato un'infinita quantità di tempo alla ricerca di un materiale che avesse un impatto minimo sul suono", spiega Piotr Kozlowski. Cinque altoparlanti, parzialmente dipinti con lo stesso colore della parete, sono stati installati in posizioni praticamente invisibili all'altezza del pubblico, in modo che gli spettatori percepiscano il suono come se provenisse dallo stesso livello del palcoscenico.

Fig. 5Fig. 6Fig. 7
Figure 5, 6, 7. Abile mimetizzazione: gli altoparlanti "Voice of God" sono nascosti nella scala a spirale decorativa
Il sistema di altoparlanti FOH si trova dietro la tenda.

"La direttività dei bassi LFE richiesta dall'investitore è stata ottenuta mediante una programmazione speciale del DME. Rispetto al livello presente nell'auditorium, sul palcoscenico e nella buca dell'orchestra è possibile ridurre la pressione acustica di 7 dB alle frequenze del subwoofer. In questo senso, i bassi rappresentano spesso un problema, ma grazie all'estrema flessibilità di programmazione dei DME Yamaha tutto è possibile. Ecco perché utilizziamo sempre questi dispositivi in tutti i nostri impianti, senza alcuna eccezione. Ci consentono, infatti, di applicare senza difficoltà il nostro principio di base, ovvero fornire a ogni altoparlante il proprio segnale ottimizzato, senza compromessi!" aggiunge il professore assistente universitario.

La programmazione del DME è stata eseguita da Wojciech Grzadziel e certamente il responsabile della divisione audio di M.Ostrowski conosce alla perfezione il proprio lavoro: "Ho configurato quasi ogni singolo DME venduto in Polonia. In genere, si tratta di sistemi di amplificazione FOH e quasi sempre ne ho la configurazione in mente ancora prima di iniziare il lavoro. Abbiamo provato altri processori di segnale, ma i DME offrono i migliori risultati prevedibili. Inoltre, le numerose opzioni di collegamento, analogico, digitale, ADAT, AES/EBU, sono di grande aiuto, per non parlare dei moduli DSP completamente configurabili dall'utente, degli effetti, delle dinamiche e così via." Tuttavia, secondo Wojciech, la caratteristica più importante è che i DME funzionano alla perfezione, senza interruzioni anomale.

Fig. 8: The team Fig. 8. Il team: il dottor Piotr Kozlowski di Pracownia Akustyczna e Wojciech Grzadziel di M.Ostrowski appoggiati a una Yamaha DM2000.

Unione di know-how per un sistema moderno senza precedenti

Durante l'installazione del sistema, Piotr Kozlowski di Pracownia Akustyczna e Wojciech Grzadziel di M.Ostrowski hanno fuso le proprie capacità e conoscenze in modo unico. Grazie all'esperienza e all'istinto, che consentono loro di riconoscere le apparecchiature migliori, sono riusciti a creare un sistema audio che definisce nuovi standard in Europa. Nonostante il grande dispiegamento di scienza, teoria, esperienza pratica, precisione e gusti raffinati, in questo rinomato centro culturale il duro lavoro manuale è ancora necessario. Altoparlanti per un peso complessivo superiore a una tonnellata sono stati installati a un'altezza vertiginosa dietro la famosa tenda rossa. "Nessuno si lamentava se eri nervoso", ricorda con un sorriso Piotr Kozlowski, senza tuttavia riuscire a nascondere l'entusiasmo che prova di fronte alle sfide più ardue.

Profilo dell'azienda:

M.Ostrowski, fondata nel 1990, con sede a Wroclaw (Breslavia), in Polonia, vende strumenti musicali e apparecchiature audio professionali. La gamma dei prodotti offerti copre quasi tutti componenti del settore musicale. Con la rapida crescita dell'azienda, anche la varietà dei prodotti in vendita è aumentata. Per soddisfare le sempre più ingenti richieste dei clienti, l'azienda ha iniziato a collaborare a stretto contatto con diversi produttori stranieri.

Nel 1999 è stata creata la divisione di progettazione acustica. Grazie alla disponibilità di dipendenti altamente qualificati, software specialistici e un'approfondita conoscenza delle tecnologie più moderne, M.Ostrowski è in grado di fornire servizi di qualità superiore.

La principale risorsa dell'azienda è costituita dal personale, le cui vaste conoscenze tecniche e l'esperienza maturata hanno consentito all'azienda di conquistare una posizione privilegiata in un mercato altamente competitivo. Allo scopo di mantenere tale vantaggio, l'azienda invia regolarmente i propri specialisti a frequentare workshop e seminari organizzati da partner stranieri. Questo garantisce un costante aggiornamento delle conoscenze acquisite e permette a M.Ostrowski di implementare le soluzioni più moderne nel settore della progettazione acustica e dell'installazione dei sistemi audio più recenti.

Pracownia Akustyczna

Gli specialisti di Pracownia Akustyczna, la rinomata organizzazione operante nel settore audio, con sede a Wroclaw (Breslavia), in Polonia, possiedono un'esperienza decennale e, dal 2004, anno in cui l'azienda è stata fondata dal dottor Piotr Z. – Kozlowski, hanno consolidato la propria reputazione in tutto il paese. Il gruppo, definito "Il laboratorio acustico", si occupa di tutte le fasi di sviluppo dei progetti di eventi. In altre parole, il lavoro che essi svolgono include qualsiasi attività, dall'elaborazione del concetto di base alla progettazione, all'implementazione e all'ottimizzazione finale. Offrono, inoltre, missaggi live di alta qualità, la seconda competenza basilare di questa azienda polacca.

L'eccezionale elenco di referenze include numerosi progetti, tra cui furgoni di regia mobile, piccoli studi di registrazione, grandi sale per concerti e studi live, fino a enormi stadi sportivi o famosi teatri dell'opera. Il lavoro svolto copre tutti gli aspetti del progetto che possono influire sul risultato acustico. Questo include anche la progettazione e l'implementazione di misure strutturali (ad esempio, per acustica spaziale e insonorizzazione) ed elettroacustiche. Misurazione del livello audio, simulazioni al computer e accurata ottimizzazione finale dell'acustica dell'ambiente sono tutte fasi della normale procedura operativa di Pracownia Akustyczna. È inoltre da sottolineare la collaborazione con tecnici e progettisti di varie discipline durante la realizzazione, ad esempio, di sistemi di ventilazione o interi edifici, per quanto riguarda la valutazione dell'acustica e delle emissioni sonore.

I dipendenti di questo Gruppo sono tutti scienziato di alto calibro, molti dei quali hanno conseguito importanti dottorati. Ciononostante, possiedono tutti una grande esperienza pratica nel settore del sound engineering. Sono pertanto in grado di valutare con precisione ciò di cui il cliente ha realmente bisogno. La completa soddisfazione degli investitori è l'obiettivo primario e forse anche il miglior riconoscimento per l'impegno del personale di Pracownia Akustyczna.

e - mail: pracownia@akustyczna.pl