Nicéphore Cité (Chalon-sur-Saône)
Il 2 maggio 2006, con la collaborazione di Yamaha e Auvitran, la società Irelem organizzava due mezze giornate sul tema "L’audiodigitale e l'ambiente di rete". Pubblico target: gli utenti potenzialmente interessati alle reti Ethersound, in particolare nel campo degli impianti fissi. Presso il luogo della manifestazione, Nicéphore Cité, sono tra l'altro già presenti numerose apparecchiature e tecnologie Yamaha dedicate all'audio.
Fondata più di 30 anni fa come studio di consulenza nel campo audio, Irelem (www.irelem.fr) ha saputo imporsi come uno dei maggiori installatori/integratori professionisti della Borgogna Franca Contea nei campi audio, video e automatismi. Tra gli impianti più recenti, possiamo citare il Médiapôle di Chalon-sur-Saône, la sala di proiezione del parco Vulcania, il Memoriale di Oradour-sur-Glane, l'Istituto Tecnico di Chalon o la Facoltà di Medicina di Digione…
Irelem collabora in modo costante con Yamaha France da oltre dieci anni. La società ha installato numerosissime console digitali di questo produttore e fa parte dei sostenitori più convinti dei processori DME (32, poi 24 e 64). La società impiega attualmente 18 persone e realizza un fatturato annuo di 2,5 milioni di euro.
Dopo avere riassunto la storia della società di cui è Direttore Generale, Jean Vient ha presentato Nicéphore Cité, il luogo che ospita la manifestazione, posta sui moli di Chalon sur Saône. L'allusione a Nicéphore Niépce (www.niepce.com) è evidente: colui che inventò la fotografia all'inizio del XIX secolo nacque proprio qui. Chalon porta decisamente il marchio dell'immagine poiché per un certo tempo Kodak vi impiantò un importantissimo stabilimento di pellicole (largo consumo, professionisti, campo medico…). Non è sopravissuto all'ineluttabile declino dell'argentico, ma Nicéphore Cité ospiterà presto il Museo della Fotografia Nicéphore Niépce. Il ciclo è compiuto!
Nicéphore Cité
Nicéphore Cité è il frutto di una riflessione che gravita intorno al formato digitale di immagini e suono condotta con la collaborazione dell'istituto École Nationale Supérieure des Arts et Métiers della vicina Cluny. L'evoluzione rapida dei computer e dell'informatica ha condotto alla definizione di una specializzazione post-laurea in ingegneria, poi alla creazione di master orientati all'immagine digitale e alla realtà virtuale.
Fase successiva: sviluppare i posti di lavoro intorno a queste tecnologie. Cinque anni fa, si è assistito all'avvio di un programma europeo che ha dato luogo al rinnovo di una parte dei locali di ex stabilimenti industriali di Chalon (50.000 m² nel cuore del quartiere Sud, non lontano dai moli). Questa è la storia di Nicéphore Cité (www.nicephorecite.com). Il vecchio zuccherificio è stato parzialmente risistemato e ai locali di origine è stata aggiunta un'ala per accogliere una sala di proiezione/riproduzione e uno studio di registrazione.
Lo spirito di questa società a capitale misto è quello di sviluppare un vivaio di piccole imprese di punta nel campo dell'immagine e del suono. Un'associazione di aziende, Nicéphore Partenaires, di cui Irelem fa parte, funge da unità di consulenza e controllo. Irelem ha tra l'altro fornito una parte importante dei lavori tecnici per le immagini e suoni del luogo. Nicéphore Cité costituisce attualmente una piattaforma di risorse e scambi nei campi dell'immagine, suono e realtà virtuale. La società raggruppa studenti e ricercatori e mette a disposizione delle PMI, residenti o che prevedono di farlo, laboratori e strumenti di creazione che consentono di sviluppare programmi e lavori imperniati sulle tecnologie digitali dell'immagine in rilievo, in 3D, simulata... Questo reparto di "ricerca" allo stato puro si chiama Nicéphore Labs. Ed è proprio Nicéphore Labs che ha ospitato le due mezze giornate Irelem/Yamaha/Auvitran. Al piano terra l'allestimento prevede anche cabine di regia per il montaggio video. Le aule di ricerca occupano tutto il piano: tra i progetti, possiamo citare i dispositivi di misurazione dell'intensità dello sforzo o vari sistemi di simulazione...
La sala di proiezione di Nicéphore Labs serve a presentare dei programmi di simulazione e di realtà virtuale con suono multicanale in formato 5.1. Vi vengono anche presentati progetti, tesi e vari lavori che riguardano l'immagine del suono. Presenta un'architettura flessibile dal punto di vista fisico: le prime file (50 posti circa) possono essere smontate per liberare spazio e creare un ambiente da palcoscenico. La parte audio dispone di cinque altoparlanti JBL e di due casse fisse per bassi disposti in configurazione 5.1, ma se necessario, la struttura metallica è in grado di accogliere altri altoparlanti. La postazione di regia è munita di decodificatori Dolby Digital et DTS professionali da cui è possibile accedere alle immagini e suoni da una qualsiasi delle sale dell'edificio; matrici audio e video garantiscono il missaggio dei segnali corrispondenti.
Per quanto riguarda l'immagine, lo schermo a retroproiezione è ad alta risoluzione, fino a 2400 x 1980 pixel, e consente una proiezione 3D, tramite filtri polarizzatori (per il rilievo): i 4 proiettori Barco di alta qualità sono collegati a un'unità informatica al fine di "calcolare" le immagini per garantire un rendering ottimale a prescindere dalla fonte dell'immagine. Sopra lo schermo sono collocate 3 videocamere di tracciamento che seguono "boe" e dispositivi di puntamento solidali con oggetti mobili in modo da poterne seguire gli spostamenti; i dati raccolti vengono poi inviati a computer per l'utilizzo, tra l'altro, nel campo della spazializzazione.
Un robot a schermo tattile pilota complessivamente il suono, le luci, l'illuminazione in base a programmi predefiniti. Il centro vitale del luogo, in regia, è costituito da una console Yamaha 02R96 e da un processore DME24N (uno dei primi installati in Francia) coadiuvato da matrici audio, video, ecc.
La produzione dell'audio non è stata trascurata poiché oltre allo spazio di proiezione/rendering è stato allestito uno studio di registrazione/missaggio 5.1. Vi troviamo infatti una console digitale Yamaha DM 2000 e un impianto di produzione dell'audio Pyramix, completati da un processore System 6000 della TC Electronic e da un sistema di diffusione 5.1 Genelec 8050. Lo studio ospita sia progetti autonomi (missaggio di DVD o di SACD), sia l'elaborazione di colonne sonore dei progetti immagine presentati nei locali a fianco.
Le presentazioni della giornata
Nello spazio di proiezione/rendering, Irelem, Auvitran e Yamaha avevano realizzato un impianto audiodigitale: console M7CL, preamplificatore AD8HR, DME, soluzione di trasporto Ethersound Auvitran, ecc. L'idea era di presentare concretamente, a un pubblico di tecnici a digiuno di reti audiodigitali, quello che si può fare con un tale concetto nonché il livello di sicurezza raggiunto. Jean Vient, il primo a intervenire la mattina, aveva brillantemente presentato i progressi realizzati nel campo audiovisivo negli ultimi due secoli. In base alla sua tesi, il XIX secolo fu quello delle invenzioni, il XX, quello dello sviluppo tecnologico, mentre nel XXI assisteremo alla convergenza verso il digitale a 360°.
Fabien Saadoun, incaricato d'affari del settore audio professionale presso Yamaha Musique France, collocava il marchio in questo ambito, in particolare tramite le console digitali, le soluzioni di impianti audio globali e i processori DME. In seguito, è toccato a Yves Ansade, di Auvitran (www.auvitran.com), che ha elencato la lunga lista dei vari formati digitali delle reti attuali e spiegava con entusiasmo i principi di base delle reti Ethersound, di cui fu uno dei creatori presso Digigram qualche anno fa. Mettendo a confronto i vari sistemi, ha esposto in particolare le nozioni su flusso audio, lunghezza dei collegamenti, sincronizzazione, database di servizio…
I professionisti con il profilo di Yves Ansade sono molto preziosi per i consigli che possono dare e che sembrano evidenti per gli amministratori di reti ma sconosciuti ai professionisti del suono. Ad esempio, il fatto che in una rete Ethersound, è l'apparecchio che non riceve segnali in ingresso che comanda i tempi… Laddove un installatore abituato agli impianti di sincronizzazione ADAT tenderebbe a chiudere il circuito inviando il segnale dell'ultimo apparecchio verso il primo.
Le decine di professionisti e tecnici del suono presenti a queste mezze giornate hanno manifestato una vera curiosità nei confronti delle possibilità di trasporto audio tramite rete Ethersound, e la semplice sostituzione di bobine di multicoppia pesanti e ingombranti con uno o due cavi di fibre ottiche o Cat 5 gli interessava evidentemente parecchio. Le demo di Yves Ansade hanno dato un aspetto del tutto concreto all'Ethersound, e Olivier Gastoué, di Yamaha Commercial Audio France, ha risposto a numerose domande riguardanti la M7CL, la gestione dei preamplificatori micro AD8HR, i processori DME24N e DME64N e il controllo remoto degli amplificatori Yamaha… Yves Ansade ha sempre unito il gesto alla parola, mostrando concretamente apparecchi che molti conoscevano solo su carta. Ad esempio, ha dimostrato in diretta la sicurezza fornita dalla ridondanza di due reti. L'occasione, per la maggior parte dei partecipanti, di scoprire dal vivo le possibilità dei sistemi digitali poco conosciuti. Molti, ad esempio, erano sorpresi di constatare l'assenza di disturbi durante la commutazione da una fibra all'altra quando una delle due veniva scollegata.
Al termine di queste giornate, molti ne sapevano di più sul concetto di rete Ethersound, sulla sua integrazione con soluzioni Yamaha, ed erano in grado di ricollocarlo in un ambito più familiare. È in questo modo che lo standard si diffonderà e diventerà insostituibile. È quello che asserisce Jean Vient, per il quale il 2005 era un anno di attesa nel settore e che vede una situazione in corso di evoluzione per 2006 e sopratutto per 2007…