Storie caratteristiche - Finali di potenza


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Max & Play offre giovani musicisti il massimo


Un sistema audio Yamaha a disposizione dei nuovi talenti

A Cardito, un comune di circa 20,600 anime alle porte di Napoli, è da poco sorta una struttura pressoché unica in Italia: Max & Play.
Il locale prende il nome dal proprietario, Massimo De Vita, un dinamico giovane che ha brillantemente superato il fatto di essere non-vedente, diventando un vero polistrumentista con la sua Dioniso Folk Band: oltre al piano, suona flauto, gaeta, sitar, tastiere, chitarra, basso, percussioni e clarinetto.

Ai musicisti emergenti della zona, Max & Play mette a disposizione una sala live con una configurazione che varia in base alle serate (con o senza tavolini e sedie), con annessa cucina e bar. OItre ad un imponente sistema audio Yamaha, il palcoscenico è dotato di un backline completo, e il locale comprende una regia e tre sale di registrazione, una delle quali funge anche da sala prove. All’esterno, un’accogliente zona “relax” con fontane, ombrelloni e tavolini.

Max & Play è stato progettato dal padre di Massimo, che ha studiato architettura da giovane e spiega: “Mettiamo a disposizione dei ragazzi anche delle aule, nelle quali possono incontrarsi e discutere, anche via internet con altre strutture. Abbiamo avuto un riscontro molto positivo anche da musicisti già affermati, alcuni dei quali, come Mario Insegna - leader dei Blue Stuff, uno dei più grossi nomi italiani nel blues - si sono impegnati a condividere la loro esperienza con i giovani musicisti che frequentano il locale. L’evento scelto per l’inaugurazione del locale è stato un concorso di tre giorni per gruppi emergenti, durante il quale ogni band partecipante, oltre ad un premio, ha ricevuto anche un CD con la registrazione della sua performance”.

Il fil rouge della musica riguarda anche StartUp Audio, la società responsabile per l’installazione delle tecnologie audio: fondata infatti da Michele Signore, musicista, compositore e produttore con La Nuova Compagnia Di Canto Popolare dal 1984, conta fra i suoi soci anche Fulvio Liuzzi, un apprezzato pianista jazz. Signore ha seguito gli aspetti della progettazione dei locali, mentre Liuzzi era responsabile per la progettazione e l’installazione del sistema audio.
Per quanto riguarda la scelta delle apparecchiature da installare, Liuzzi precisa: “I clienti hanno espresso le loro esigenze e noi abbiamo costruito il sistema in base a queste indicazioni, ovviamente cercando di ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo, ma ponendo la qualità come obbiettivo primario, dal momento che il sistema da installare era piuttosto complesso”.

Continua Liuzzi: ”Avevamo già sentito i diffusori della nuova Installation Series Yamaha e ne eravamo rimasti favorevolmente colpiti. Le motivazioni della loro scelta sono state diverse - innanzi tutto, una linearità anche a potenze elevate - per noi una caratteristica molto importante, perchè in realtà permette l'ascolto ad alti volumi e per tempi prolungati, facendo si che il nostro orecchio non solo non si stanchi, e non abbia neanche fastidi di alcun genere, rendendo l'ascolto molto piacevole”.

Nello specifico, il sistema audio Yamaha installato nella sala live consiste in un FOH composto da due IF2115/64 appesi al soffitto ed un subwoofer IS1215 a terra su ognuno dei lati del palco. Gli IF2115 sono sistemi a due vie ad alta potenza e multifunzione dotati di woofer da 15 pollici e, dei tre modelli di “horn dispersion” disponibili, è stato scelto quello con una dispersione di 60° x 40°. Gli Gna dispersione di 60° x 40°. I IS1215 sono subwoofer caratterizzati da una coppia di altoparlanti da 15" che, abbinati agli altoparlanti full-range, rappresentano la soluzione ideale per ottenere la massima potenza e la miglior riproduzione dell'intero spettro sonoro.

Il rack dei finali dietro le quinte comprende tre PC9501N (2x950W@8Ohm), uno dei quali pilota i due sub, mentre gli altri due sono dedicati ai woofer degli IF2115. Le trombe dei satelliti sono invece pilotate da una coppia di PC3301N (2x350W@8Ohm).
Il monitoraggio per i gruppi ospiti conta due IF 2208 e quattro IF 2108, amplificati da tre finali XP3500 (350W + 350W), finali di potenza caratterizzati dalla tecnologia EEEngine, comune anche alla serie PC-N, che riduce il consumo di un effettivo 50% se confrontata con i tradizionali amplificatori di potenza, senza compromettere minimamente la qualità sonora.

Il sistema è controllato da uno speaker processor digitale SP2060 che, nonostante le sue dimensioni compatte, è in grado di far fronte in modo flessibile e completo ad una vasta gamma di processing, grazie all’LSI esclusivo della Yamaha: gain, delay, EQ, crossover e limiter. Inoltre, sono dotati di un filtro passa-alto molto preciso che è in grado di controllare minuziosamente la fase senza modificare il gain, tutto controllabile via ethernet dal programma dedicato DME Designer. L’utilizzo del SP2060 al Max & Play comprende l’impostazione di due preset: uno “Live”, con una configurazione “flat” per le band, ed un altro “Lounge”, con i sub esclusi ed una “loudness curve” impostata sui satelliti, con un controllo programmato per evitare livelli eccessivi in un contesto “soft”, ma non per questo meno corposo.

Dalla sua postazione sopralevata, Gennaro, il giovane fonico live del Max & Play, gestisce una console digitale Yamaha LS9-32.
In soli 88 cm e poco più di 19 kg di peso, la console è un vero concentrato di funzioni e facilities: 32 Mic/pre-Line con gain storabile e richiamabile, un layer aggiuntivo di 32 canali per i segnali in ingresso da due slot Mini YGDAI che possono alloggiare due card Yamaha nel formato MY, 16 Mix Out e 8 Matrix assegnabili a 16 Uscite Omni Out, un Virtual Effect Rack con 4 Multieffetti, fino ad 8 EQ Grafici 31 bande o fino a 16 EQ Grafici “Flex 15”. Infine, la console è anche dotata di un registratore e riproduttore audio in formato MP3 direttamente su drive-pen USB fino a 2GB di capacità.

Liuzzi conclude, “A Max & Play, per l'interconnessione tra la sala live e lo studio, Yamaha è riuscita a fornirci una soluzione affidabile a costi accessibili, attraverso due unità di controllo Yamaha ACU16-C connessi con l' LS9 in modo da portare 32 canali a 24bit di quantizzazione e 48khz di campionamento dalla postazione live alla regia in studio, per registrare tutti gli eventi in diretta. La console Yamaha ha due schede di espansione MY16-CII CobraNet™ da dove parte il segnale che, tramite circa venti metri di semplice cavo Cat 5, arriva nella regia dello studio di registrazione, dove sono installati due ACU16-C, che convertono il segnale Cobranet direttamente in analogico, per poi essere trasmesso al patch-bay della console di ripresa. In questo modo, quando c’è un concerto, si possono registrare due tracce in MP3 direttamente sull’LS9, ma anche 32 tracce nello studio, facendo un mix dedicato per la registrazione, mentre la console Yamaha esegue quello live in sala”.
StartUp Audio ha anche predisposto gli ACU16-C per il controllo dei finali sul palco. L'ACU16-C infatti permette di avere un ampio e completo controllo di un massimo di trentadue amplificatori PC-N separati. Con un computer e con il software NetworkAmp Manager in dotazione, è possibile controllare e monitorare impostazioni e funzioni quali livelli In/Out, limiting, circuito di protezione, temperatura, impedenza, PowerON/StandBy, attenuation, phase e muting degli altoparlanti.