Fonico di grande esperienza , ha lavorato con molti artisti famosi nazionali ed internazionali
M7CL
"Il nuovo M7CL è un prodotto che dovevo provare. Il mio primo pensiero è stato di paragonarlo alla PM1D e al PM5DRH, ma naturalmente la differenza di prezzo mi avrebbe fatto pensare che sarebbe stato un giocattolo in confronto... assolutamente no! Ha tutto ciò di cui potrei avere bisogno per questo particolare spettacolo ed oltre a dare una qualità del segnale audio superba e recall affidabile, contribuisce a tenere bassi i costi di noleggio per il produttore e porta via solamente tre posti in teatro."
"Appena consegnata, l’ho impostata per il musical di Nino D’Angelo, “Core Pazzo”. Un totale di 21 headset DPA, un paio di scorte e una coppia di canali stereo per le tracce musicali, con ulteriore backup dal PC sul palco, su un ritorno stereo. L’impostazione base è di tenere tutti i canali nel modo “safe” per quanto riguarda i rispettivi gain, eq, dinamiche e mandate matrix., tutto in post fader. Non essendoci un fonico di palco, l’uomo responsabile per i microfoni, Diego Jacuz (in effetti un fonico), ha il controllo parziale delle matrici che io invio al palco; una per la voce principale, una per le parti corali e una per le musiche. Queste tre matrici vengono raccolte in un Yamaha 03 per essere assegnate alle quattro linee di monitor sul palco. Tre equalizzatori grafici del M7CL processano il segnale di queste matrici. Un quarto equalizzatore grafico del mio “rack” interno controlla la curva per il FOH. Gli altri quattro spazi del rack interno sono occupati da effetti vari."
"Il touch screen e la zona di controllo “Central Logic” sono di una praticità preziosa e costituiscono un vantaggio in fattore di velocità nei confronti dei due modelli superiori. Da avere presente il fatto che tutti i 48 canali su di un unico layer e quindi sempre visibili."
"Fino ad oggi abbiamo fatto circa 40 repliche e ancora non c’è stato alcun problema. Mi considero una sorta di Beta tester, visto che sono uno dei primi in Italia ad adoperare l’M7CL e le mie impressioni sono del tutto positive, come lo sono per le precedenti PM1D e PM5DRH. Ci sono alcune funzioni che potranno essere aggiunte con futuri aggiornamenti del software e sono sicuro che dopo che altri fonici contribuiranno a questi aggiornamenti con le loro idee. Sto compilando una lista di queste funzioni che saranno sicuramente oggetto di corrispondenza tra Yamaha e me dato che preferisco tenerle il più possibile private per ora. Devo dire che due lampade sarebbero state cosa gradita nella confezione, ma almeno questa volta hanno incluso una copertina, a differenza del pacchetto precedente del PM5DRH."
Monitor engineer, Zelig Circus
PM1D
”A Zelig, spesso gli stessi microfoni erano usati sia per il parlato che per il canto, quindi li sdoppiavamo, dandogli due diverse equalizzazioni - una paragonabile all’impostazione convenzionale ‘da lavallier’, l’altra con riverberi, compressori, ecc. per il canto - tutto questo riesce molto bene con il PM1D”
“Anche se erano sempre canzoni diverse, partivo da una memoria di base per poi effettuare delle modifiche di volta in volta. Penso che soltanto con questa console si potrebbero fare questo tipo di modifica così rapidamente. La scelta delle PM1D è stata essenziale e vincente, perché prima dell’inizio, non si sapeva precisamente come sarebbe stato il prodotto finale – e alla fine mi sono trovato con 30 uscite da usare, e i quaranta canali iniziali sono diventati 60!”
FOH engineer, Zelig Circus
PM1D
“Avevo utilizzato la PM1D già dalla sua prima versione, quindi la conosco bene, e a Zelig sostanzialmente ho impostato tutto sull’uso dei matrix – sullo stereo ho messo l’audio musicale e su un’ausiliaria il parlato, in modo di potere equalizzare diversamente prima di mandare il mixato al PA, che consisteva in un sistema principale e sette linea di ritardo. E’ la prima volta che uso i matrix in modo così consistente e devo dire che il risultato è stato molto positivo”.
“E’ mia abitudine mettere un gate su ogni microfono del parlato, perché, essendo digitali, sono estremamente veloci, il che mi consente di tenere la diffusione asciutta – chiudono appena l’attore non parla e riaprono istantaneamente – sono inavvertibili, assicurano un’ottima pulizia e non potrei assolutamente farne a meno. I pochi effetti usati erano quelli del banco – sono sufficienti e qualitativamente buoni e le dinamiche funzionavano bene anche sui microfoni dei personaggi che urlavano”.
“Per me riuscire a tirare fuori un suono dettagliato come quello che avevo a Zelig, dove si distingueva perfettamente ogni tocco dei piatti ed ogni ‘ghost note’ del rullante del batterista, è possibile solamente con la precisione di una console di questo tipo”.
FOH engineer, “Luglio Suona Bene”
PM5000
“Avevamo già usato la console PM5000 quest’inverno in varie occasioni e, dopo averla usata per Luglio Suona Bene con una considerevole varietà di generi musicali, devo dire che mi piace proprio perchè ’suona’ bene - la Yamaha ha prodotto una console che a mio parere è di altissimo livello – come ad esempio i preamplificatori, che sono di ottima qualità ”.
“Delle sue funzioni, quella che apprezzo di più ed utilizzo più frequentemente è la possibilità, tramite il software della console, di variare l’utilizzo che faccio della otto mandate ausiliarie mono – si possono impiegare come gruppi post-pan, gruppi pre-pan, oppure semplici ausiliarie – rendendo estremamente flessibile l’uso dei potenziometri. Sovente, questa funzione si rivela molto utile, ad esempio quando si devono comprimere diversi canali – come nel caso di sezioni di fiati, oppure tastiere e gruppi di backing vocalist - invece di usare otto compressori, se ne usano solo due su un sub gruppo”.
FOH engineer, Umbria Jazz
PM5D
“Oltre ai suoi molti effetti ed una qualità sonora molto bella – grazie ai suoi preamplificatori e convertitori - in una situazione come Perugia, in cui si hanno diversi gruppi nell’arco della giornata che tornano nei giorni successivi, è estremamente utile potere richiamare le scene memorizzate per ogni band. La console è anche molto comoda, perché mette tutti i parametri utilizzati più frequentemente – EQ, gate, compressori - subito a portata di mano in modo molto intuitivo”.
“Ad esempio, se dopo avere suonato tranquillamente, ad un certo punto i musicisti cominciavano un crescendo, la possibilità in impiegare degli insert direttamente dal software del PM5D in tempo reale mentre la band suonava era una funzione impagabile! Il palco di Piazza IV Novembre è molto divertente - con i suoi concerti gratuiti aperti a tutti, non propone jazz “d’élite”, ma un bel assortimento di generi musicali. Chiara Civello si è complimentata personalmente con me per il suono, e il fonico dei Relax - uno bravo che lavora molto anche in studio – ha detto di essersi trovato benissimo sulla PM5D”.
“Molti dicono che certe cose non le riescono a fare con il digitale, ma non è vero – ragionando con il software puoi fare tutto, e un mondo di cose in più!”
Monitor Engineer, Umbria Jazz
PM5D
“Avrei voluto studiare la console con più calma, ma ho imparato subito le cose basilari ed ho potuto affrontare il lavoro di Perugia con la massima tranquillità.”
“Ho potuto impostare per esempio il primo di questi tasti (User Defined keys) per richiamare l’EQ dell’Aux 1 - era come avere un equalizzatore grafico esterno a portata di mano – io ho optato per l’EQ, ma si possono assegnare molti altri parametri ai tasti”.
“La funzione di ’Copia e incolla’ è estremamente utile - ha continuato - con le big band ad esempio, ho salvato dei settaggi ‘tipo’ che copiavo in una scena nuova e modificavo in base alle piccole differenze di formazione“.
Monitor engineer, Keane US tour
PM5D
"La prima console digitale che ho utilizzato in viaggio è stata una DM2000, poi ho iniziato ad usare una PM5D. Mi ha senza dubbio reso la vita più facile in eventi come i festival. Basta inserire una scheda e il missaggio è pronto!"
"Cosa posso dire della PM5D? È affidabile. Funziona bene e ne sono soddisfatto! E poi è semplice! Ha più effetti e effettini di quanti ne dovrò mai usare."
System technician, Keane US tour
PM5D
"Questa console mi piace sul serio. È affidabile, flessibile e facile da usare".
"Durante il tour dei Keane, la PM5D è riuscita a gestire le esibizioni di apertura e quella dei Keane grazie ai guadagni richiamabili, inoltre è così piccola che ai festival nessuno ha niente da dire se posizioniamo la nostra console già a metà pomeriggio".
Sound engineer, Daniel Bedingfield's UK and European Tour
PM5D
“Il mixer si è comportato molto bene durante il tour ed è riuscito a mantenersi all’altezza delle esigenze di Daniel per quanto riguarda i monitor” ha ricordato. “Daniel sa esattamente quello che vuole e richiede differenti mix per ogni canzone. Nessun mixer analogico ce l’avrebbe fatta con lui”.
“Sostanzialmente mi piace il fatto che tutto quello di cui ho bisogno sia contenuto nel mixer”, ha proseguito Thornton. “Ha un ingombro limitato e i suoi equalizzatori grafici ed effetti incorporati fanno sì che non ci sia bisogno di rack esterni. È un mixer che sicuramente fa risparmiare un sacco di soldi”.
Monitor engineer, Black-eyed Peas
PM5D
"Aveva tutto ciò di cui ho bisogno: è piccolo e leggero, non ci vogliono dieci uomini per sollevarlo. Non occupa spazio, neanche per l’alimentazione. È il tipo di mixer che ti puoi portare a un festival e che i fonici del posto non fanno problemi per sistemare: non è come chiedere un mucchio di spazio per infilarci tutti i rack e gli aggeggi che dovresti portare con te con una console analogica".
“Sono qui senza manuali e ogni giorno scopro qualcosa di nuovo che rende le cose sempre più facili. Certamente all’inizio c’è voluto un po’ di tempo per prenderci la mano. Ma le vibrazioni che riesco a tirare fuori dalla band sono già sensazionali: semplicemente, adoro questo mixer. I noise gate e i compressori sono fantastici e così non c'è bisogno di elaborazione esterna; e anche se gli effetti non sono un grande problema per i monitor, la qualità del riverbero nel mixer che sto usando è eccezionale, si può cambiare qualsiasi parametro. Sapete, ho sempre pensato che i compressori on board fossero piuttosto spartani ma questi hanno tutto quello che ti aspetteresti da un rack esterno da quattro unità”.
Sound engineer, Neil Diamond Tour
PM5D
Per il tour in corso ci siamo dotati di una coppia di PM5D per mixare lo spettacolo, uno per il front of house e uno per i monitor. Le funzioni di richiamo della console, che sognavo da tanto tempo, sono eccezionali. L’equalizzazione è esattamente come deve essere", dice. "Le mandate, i mute, gli insert degli effetti, tutto è tenuto nella dovuta considerazione durante la fase di programmazione: in questo modo io posso concentrarmi sullo show e sul mix".
"Yamaha è stata collaudata sul campo: uso questa linea di prodotti ancora dal vecchio PM1000; la chiave è l’affidabilità, so che funzionano sempre".