Yamaha, pur non dedicandosi esclusivamente alla produzione di apparecchiature per l'amplificazione, ha tuttavia un background di altissimo livello in questo settore. Possiamo, infatti, vantare un'esperienza di oltre 30 anni nello sviluppo e nella produzione di amplificatori e alcuni dei nostri migliori ingegneri lavorano unicamente e con totale dedizione alla progettazione di queste apparecchiature.
Ecco i pareri di alcuni degli ingegneri impegnati nello sviluppo dei prodotti della nuova serie PC01N. Non potrete non apprezzare l'impegno e la professionalità che caratterizza il loro lavoro.

Toshiro Mayuzumi
Mayuzumi è entrato in Yamaha nel 1975 e ha lavorato per 12 anni nel dipartimento dell'assistenza ai clienti a Tokyo, dove si occupava prevalentemente dei prodotti audio di larga distribuzione, maturando un'ottima esperienza nel contatto con gli utenti finali. Nel 1987 è passato al dipartimento Pro Audio e, da allora, è stato coinvolto nello sviluppo di amplificatori e alimentatori. Al momento è impegnato in un progetto per lo sviluppo di amplificatori e alimentatori della nuova generazione.

Kazuhiko Nishizawa
Assunto in Yamaha nel 1986, Nishizawa si è inizialmente occupato della progettazione meccanica di prodotti audio di largo consumo. All'epoca, si divertiva a costruire amplificatori utilizzando parti che non erano state inserite nei prodotti finiti a causa del loro elevato costo. Nel 1991 è stato trasferito al dipartimento ingegneristico del settore Pro Audio ed è stato coinvolto nei progetti di sviluppo di registratori multitraccia, inclusi i modelli della serie MD e AW4416. È molto fiero di aver collaborato alla creazione del primo registratore multitraccia MD in assoluto, l'MD4. Nishizawa attualmente si occupa dello sviluppo di mixer analogici e amplificatori.

Takahiro Tashiro
All'inizio della sua carriera in Yamaha, nel 1985, Tashiro lavorava come ingegnere elettronico per l'assemblaggio di amplificatori. In seguito è passato allo sviluppo di mixer amplificati e, successivamente, a quello di mixer non amplificati. Quando poteva, si recava in Cina alla ricerca di parti elettroniche economiche ma di buona qualità. Attualmente si occupa della pianificazione produttiva di amplificatori, mixer amplificati e non e sistemi Pro Audio portatili.
Shinjiro Takeda
Taku Nishikori
Potete raccontarci brevemente la storia alle spalle dello sviluppo del prodotto?
Takeda: La serie PC è l'ammiraglia tra i vari prodotti per l'amplificazione, un po' come la serie PM lo è per i mixer; vorremmo continuare a migliorarne la qualità finché rimaniamo nel settore degli amplificatori e sin da quando abbiamo prodotto la serie PC00N, alcuni anni fa, abbiamo condotto una serie di studi per apportare ulteriori miglioramenti. Siamo riusciti a perfezionare sensibilmente la qualità del suono e volevamo proporre sul mercato questa novità al più presto. Ecco perché abbiamo avviato lo sviluppo della serie PC01N.
Adesso ci sono cinque modelli, mentre prima erano solo due. Come mai avete deciso di aggiungere altri tre modelli alla vecchia serie PC00N?
Takeda: La serie PC01N è mirata prevalentemente ai settori dell'audio dal vivo e installato. I clienti che operano nel primo settore richiedono, di solito, una potenza elevata, perciò anche un amplificatore della precedente serie PC00N può, con molta probabilità, soddisfare i loro bisogni. Nel settore dell'audio installato, invece, ci sono vari tipi di progetti e di requisiti di potenza, a seconda del tipo di altoparlanti impiegati. Una linea con solo due prodotti non può, pertanto, soddisfare tutte le necessità del mercato. Abbiamo perciò deciso di aggiungere alcuni modelli più adatti ai sistemi compresi tra 200W e 700W, molto popolari in questo settore.
Tashiro: I progetti per l'audio installato vanno dai 100W a oltre 1kW. La serie PC01N copre dai 200W a 1kW e risponde anche alle necessità di utenti con progetti di medie dimensioni. Stiamo pensando di lanciare altri modelli per questo settore specifico, per dare ai clienti una scelta ancor più ampia.
Quali sono le novità rispetto alla serie precedente?
Takeda: Abbiamo abbassato la frequenza di taglio del filtro passa-alto portandola da 40Hz a 20Hz. Il motivo è che un impianto audio che comprende modelli della serie PC di solito utilizza processori polivalenti come la DME24N/64N o processori di altoparlanti posti prima degli amplificatori; è possibile ottenere facilmente una frequenza per la protezione degli altoparlanti su questi processori. Noi riteniamo che l'utente si aspetti che il filtro passa alto nella serie PC elimini le basse frequenze percepibili.
Tashiro: Abbiamo anche pensato ad adattarla perfettamente al subwoofer che stiamo sviluppando, in grado di riprodurre frequenze fino a 20Hz. Un'altra cosa che vorrei sottolineare è che questi amplificatori non hanno bisogno di cavi e sono totalmente ecologici, in quanto conformi alla nuova direttiva *RoHS della UE per la protezione dell'ambiente.
*Restriction of the use of certain Hazardous Substances in Electrical and Electronic Equipment (Restrizione nell'uso di sostanze pericolose nei componenti elettrici ed elettronici)
È difficile capire le differenze tra i vari amplificatori. Qual è la caratteristica di maggiore interesse di questa serie e quali sono i suoi vantaggi rispetto ad altri amplificatori?
Tashiro: Il vantaggio di maggior rilievo è senz'altro la risoluzione del suono. Potrebbe sembrare ovvio, ma è uno dei fattori più importanti per quel che riguarda gli amplificatori da utilizzare in applicazioni audio commerciali. Per questo ci piace definire il tipo di suono della serie PC01N “cristallino”, proprio perché è perfetto, quasi trasparente.
Abbiamo utilizzato la tecnologia “EEEngine” per ottenere questo suono cristallino. Si tratta della tecnologia originale di Yamaha per ottenere il massimo dell'efficienza ed è stata sviluppata per superare i due maggiori problemi degli amplificatori di classe D, ovvero la non linearità della risposta alle frequenze e il ridotto fattore di attenuazione. Grazie alla tecnologia “EEEngine”, gli amplificatori PC01N hanno raggiunto il livello di efficienza altissimo tipico degli amplificatori di classe D, oltre alla linearità degli amplificatori di classe AB.
Questa tecnologia consente di inviare energia elettrica agli altoparlanti senza alcun tipo di perdita; ciò è molto utile per ridurre sensibilmente il carico sull'alimentatore. L'effetto sulla qualità del suono è lo stesso che si otterrebbe utilizzando un alimentatore ad alta capacità.
Insomma, il più grande vantaggio è che la serie PC01N è in grado di offrire un suono dalla risoluzione altissima basato su una tecnologia che assicura un'efficienza elevatissima.
Come è stata accolta la nuova serie da chi l'ha provata?
Tashiro: I risultati sono stati molto interessanti. Quando abbiamo fatto provare la nuova serie, avevamo allestito anche una serie amplificatori di altri produttori, così da poterli confrontare. Gran parte dei tecnici del suono hanno apprezzato moltissimo la serie PC01N, mentre i tecnici di registrazione hanno scelto gli amplificatori di altri produttori.
Il motivo è ovvio: i tecnici che si occupano del suono dal vivo ascoltavano ciò che usciva dagli amplificatori immaginando quale sarebbe stata la resa nel loro ambiente di lavoro, come teatri o stadi, mentre i tecnici che lavorano principalmente nel campo delle registrazioni hanno dato un giudizio basandosi sulla resa sonora che avevano nell'ambiente in cui si trovavano in quel momento, decidendo se era apprezzabile o meno. Gli amplificatori come quelli della serie PC01N non sono progettati per ascoltare la musica a un volume relativamente basso in una determinata posizione di ascolto, come se si stesse ascoltando un CD a casa. Ci sono differenze fondamentali nelle specifiche rispetto agli amplificatori hi-fi. I tecnici che lavorano nel settore Pro Audio lo sanno fin troppo bene. Ecco perché hanno apprezzato molto gli amplificatori della serie PC01N. Nelle applicazioni audio live, dove il suono deve essere “ampliato”, la massima priorità va data alla risoluzione. Le preferenze personali non importano. In altre parole, occorre riprodurre fedelmente il “materiale” con cui si lavora, ovvero ogni singolo strumento e voce, prima di creare il suono che più si preferisce.
Qual è stato il problema più grande durante la fase di sviluppo?
Mayuzumi: Come ha accennato Tashiro, questi sono i primi amplificatori Yamaha che non utilizzano cavi. Come prima cosa, abbiamo dovuto cambiare le specifiche e i materiali di molte parti.
Nishizawa: Per me, l'ostacolo più difficile da superare è stato capire come potevamo ottenere una qualità sonora davvero ottima. Abbiamo scoperto che le parti meccaniche hanno un impatto significativo sul tipo di suono, quindi abbiamo condotto un'analisi approfondita delle caratteristiche meccaniche di ogni parte. In questo modo, abbiamo imparato che il materiale e il rivestimento dello chassis inferiore influenzano molto la riduzione delle vibrazioni e che sono collegati strettamente ai risultati delle prove dell'amplificatore. Abbiamo provato vari materiali e rivestimenti per eliminare le vibrazioni indesiderate che potrebbero peggiorare la qualità del suono. Quando siamo riusciti a ottenere il suono che stavamo cercando da uno dei prototipi, ho provato una soddisfazione enorme.
Mayuzumi: Nello sviluppo degli amplificatori la qualità del suono è, di solito, accettabile a meno che non vi siano errori di progettazione. La difficoltà e, allo stesso tempo, l'obiettivo è andare oltre questo punto, capendo esattamente ciò che si vuole ottenere. Abbiamo iniziato a cercare problemi apparentemente insignificanti, ma in realtà fondamentali per la qualità del suono, e li abbiamo risolti uno alla volta.
PC9501N front

PC9501N rear

Come mai questi amplificatori possono essere messi in rete? Come funzionano?
Takeda: Come ho detto all'inizio, questi amplificatori sono destinati principalmente alle applicazioni audio installate. In particolare, i modelli della serie PC01N sono mirati a un impiego in sale da concerto, teatri e chiese, ovvero ambienti in cui spesso è difficile ottenere una buona qualità del suono. Inoltre, molte volte i locali di amplificazione in questi luoghi si trovano lontano dalle sale di controllo. Ecco perché abbiamo fatto in modo che gli amplificatori PC01N possano essere controllati a distanza e monitorati con il modulo ACU16C e l'hub di rete NHB32C. Le funzionalità di controllo a distanza e monitoraggio dovrebbero risultare particolarmente utili negli stadi, dove occorre piazzare gli amplificatori in vari punti.
Nishikori: Di questi tempi sono due i tipi di connessione di rete più in voga. Uno è il collegamento audio in rete tipo CobraNet, l'altro è la connessione in rete per il controllo a distanza.
Ormai sono 10 anni che studiamo le tecnologie di collegamento in rete con controllo a distanza, tanto che le abbiamo applicate ad alcuni dei nostri prodotti. Ad esempio, i modelli DME24N e 64N hanno una porta Ethernet sul pannello posteriore, così da poterli controllare mediante una rete TCP/IP. Come ha detto Takeda, anche per gli amplificatori viene richiesto il collegamento in rete, perciò abbiamo deciso di aggiungere questa funzionalità ai modelli PC01N. Hanno un sensore per la corrente elettrica, un sensore termico e una CPU per il controllo.
In tutta franchezza, non è stato facile come prevedevamo incorporare queste funzionalità negli amplificatori. Si tratta, per natura, di prodotti con una singola funzione e la priorità viene data normalmente ad aspetti come qualità del suono, affidabilità, leggerezza, compattezza, bassi consumi e così via. Aggiungere delle funzioni di controllo genera una serie di problemi, come trovare il modo di rendere sicuro lo spazio all'interno dello chassis, ridurre i costi aggiuntivi per le parti in più da impiegare, mantenere un basso livello dei rumori ecc. È stato molto impegnativo superare questi ostacoli, ma credo che ci siamo riusciti. Abbiamo aggiunto agli amplificatori delle funzionalità di controllo a distanza senza andare a inficiare la qualità del suono.
Il mercato degli amplificatori è molto competitivo e ci sono molti produttori. Cosa fate per sopravvivere in questo settore agguerritissimo?
Tashiro: È molto difficile differenziare i propri prodotti da quelli degli altri e il valore di un modello dipende molto da fattori come l'affidabilità, la qualità del suono, il servizio di assistenza postvendita ecc.
Siamo fieri dell'ottima reputazione che ci siamo guadagnati sul mercato per l'affidabilità e l'assistenza che siamo in grado di offrire, ma ritengo che dobbiamo spingerci oltre e fornire al mercato altre opportunità per ascoltare i nostri amplificatori. Vorrei davvero che più persone potessero apprezzare il vero valore degli amplificatori PC01N.
Dovremmo anche insistere nel nostro piano per dotare ogni prodotto, dai mixer agli amplificatori e agli altoparlanti, di un sistema di collegamento in rete. Gli amplificatori dovrebbero smettere di essere solo degli amplificatori, ma diventare componenti di un sistema in rete.
Yamaha vanta una lunga storia nella progettazione e nella produzione di amplificatori. Il primo risale agli anni '70, se non ricordo male. Qual è il modello migliore fabbricato in tutti questi anni?
Mayuzumi: Tra quelli più recenti, direi il PC9500N. All'inizio avevamo appaltato a un'azienda esterna lo sviluppo dell'alimentatore, ma il risultato non era soddisfacente, perciò avevamo dovuto riprendere a svilupparlo internamente a metà del lavoro. Quando siamo riusciti a ottenere un output continuo di 3KW, ero davvero entusiasta.
Tra quelli più vecchi, non posso non menzionare il PC4002M. All'epoca non dovevamo preoccuparci dei costi perché lo yen era abbastanza debole e potevamo fare praticamente ciò che volevamo. Ad esempio, abbiamo montato una piastra di rame su un PCB per il cablaggio dell'output e dell'alimentatore.
Tashiro: Per me, l'H7000 è il modello che ricordo con maggior piacere. È stato il primo prodotto a usare la tecnologia “EEEngine”.
Negli amplificatori che utilizzano la tecnologia PWM (Pulse Width Modulation), i segnali digitali ad alta tensione devono essere convertiti in segnali audio attraverso una bobina che a volte può causare dei problemi come il deterioramento della risposta alle frequenze e un tipo di distorsione che non si verifica mai sugli amplificatori di classe AB o H; comunque, siamo riusciti a superare questi inconvenienti nella serie H.
Per concludere, qual è l'aspetto più difficile per chi si occupa di sviluppare e produrre amplificatori?
Mayuzumi: Come ho già detto in precedenza, la differenziazione dei prodotti non è facile nel mercato degli amplificatori. È difficile progettarne uno che sia davvero originale. Tuttavia, da noi ci si aspetta sempre un tocco di originalità. Questo è l'aspetto più impegnativo del nostro lavoro.
Vi ringraziamo per il tempo che ci avete dedicato oggi.